I primi riti epifanici in attesa del “Pignarul “ grande di Tarcento

Nella Bassa friulana i fuochi epifanici confermano il loro fascino, tra tradizione, superstizione e comunità. A Latisana, il primo falò per i bambini ha visto il fumo salire dritto, segno di un anno sereno, come ha sottolineato Claudio Serafini. Ad Aprilia Marittima, la Befana è arrivata dalla laguna, con un vento favorevole che ha confermato l’auspicio positivo. Commovente il ricordo di Katiuscia Burba, storica “Befana” del luogo. Più incerto il presagio da Lignano, dove il fumo del pignarul ha virato a ponente, interpretato come segnale di un anno più complesso. Ottimismo invece a Sabbionera-Paludo e Pertegada, dove i falò hanno attirato centinaia di persone e il fumo si è alzato dritto, promettendo tranquillità. La Foghera Tal Timent si è chiusa con successo tra fuochi d’artificio e musica, confermando la vitalità di un rito che unisce generazioni e territori.

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