La dichiarazione dell’ammiraglio Cavo Dragone sull’ipotesi di cyber attacchi preventivi da parte della NATO ha scatenato la reazione furiosa del Cremlino, che accusa l’Alleanza di alimentare l’escalation. In parallelo, il presidente ucraino Zelensky ha ribadito la sua posizione: «Mosca non venga ricompensata per l’aggressione», sottolineando il rischio che concessioni o ambiguità rafforzino l’impunità russa. Il dibattito si intensifica in un contesto di guerra ibrida, dove la dimensione digitale diventa terreno di confronto strategico. Le parole di Cavo Dragone aprono scenari delicati: deterrenza o provocazione? Sicurezza o rischio di escalation? La NATO riflette, Mosca minaccia, Kiev incalza. E l’Europa osserva, consapevole che il cyberspazio è ormai parte integrante della difesa collettiva.

