Consulta: no al terzo mandato. Un segnale forte alla politica

di Zoe

La Corte Costituzionale ha bocciato il terzo mandato per i presidenti di Regione, riaffermando un principio cardine: il limite ai mandati è garanzia di alternanza e tutela democratica.

La norma trentina, che tentava di aggirarlo, è stata dichiarata incostituzionale.

Reazioni immediate: la Lega, colpita in pieno, parla di paradosso; Fratelli d’Italia rilancia le proprie ambizioni locali; le opposizioni esultano. Ma il vero nodo è culturale: la politica deve smettere di confondere esperienza con proprietà.

Il potere non è personale, e la democrazia non tollera feudi. Il limite ai mandati non è un ostacolo, ma un invito al rinnovamento.

La Consulta ha ricordato che le regole valgono per tutti, anche per le autonomie speciali. Un messaggio chiaro: il tempo della leadership perpetua è finito.

Tertium non datur

 

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