Vajont, ok dalla Regione Fvg. Nasce il comitato per il ricorso

 

Il via libera preliminare della Regione Friuli Venezia Giulia alla nuova centrale idroelettrica del Vajont accende immediatamente la controffensiva. Mentre a Trieste l’iter procede, a Erto e Casso prende forma un comitato civico deciso a impugnare il provvedimento e a bloccare l’opera sul piano amministrativo.

Il gruppo, composto da residenti, tecnici e associazioni locali, contesta sia il metodo sia il merito: «Un progetto calato dall’alto, senza un confronto reale con la comunità», sostengono i promotori, che annunciano un ricorso al Tar non appena gli atti saranno pubblicati. Nel mirino finiscono l’impatto sul territorio, la gestione delle acque e il rischio di alterare un’area che porta ancora il peso della tragedia del ’63.

Dall’altra parte, il Comune di Erto rivendica il proprio ruolo dopo il parere regionale: per l’amministrazione si tratta di un’opportunità di sviluppo “controllato”, basata su salti d’acqua già esistenti e su un impianto definito a basso impatto. Una lettura che però non convince una parte significativa della popolazione, preoccupata che la spinta alla valorizzazione energetica possa prevalere sulle tutele ambientali e memoriali.

Il confronto ora si sposta sul terreno legale e politico. Le prossime settimane diranno se il progetto avanzerà o se il ricorso del comitato riuscirà a rallentare – o fermare – la corsa della nuova centrale.

 

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