L’uscita di Pina Picierno dal Partito Democratico non sarebbe un caso isolato. Nel fronte riformista del Nazareno cresce infatti il malessere, e tra i nomi più pesanti pronti a un possibile strappo c’è quello dell’europarlamentare Giorgio Gori, da mesi in aperto dissenso con la linea di Elly Schlein.
Secondo ricostruzioni giornalistiche, Gori non si riconosce più in un PD percepito come sbilanciato a sinistra, troppo vicino alla Cgil, incline a ipotesi di patrimoniali e a posizioni considerate radicali su ambiente, sicurezza e politica estera. Il Tempo
Il rapporto con la segreteria si sarebbe incrinato progressivamente, fino a rendere plausibile un addio imminente. Gori è stato tra i primi a esprimere solidarietà a Picierno dopo le critiche interne, sottolineando la necessità di affrontare il disagio dell’area liberale del partito. Un appello rimasto inascoltato.
Secondo i ben informati, l’ex sindaco di Bergamo avrebbe avviato interlocuzioni con Renew Europe, lo stesso gruppo europeo a cui ha aderito Picierno, e che guarda alla costruzione di una forza riformista, europeista e federalista alternativa al PD. Il Tempo
La possibile uscita di Gori rappresenterebbe un nuovo colpo per il Nazareno: un segnale che la frattura interna tra l’anima riformista e la linea della segreteria non è episodica, ma strutturale. E che la “diaspora centrista” del centrosinistra potrebbe essere solo all’inizio.

