Palazzetto in Fiera, centrodestra diviso: fondi e futuro del Carnera al centro dello scontro
L’ipotesi di costruire il nuovo palazzetto dello sport nell’area della Fiera apre una frattura nel centrodestra udinese. La sospensione della gara per l’abbattimento e la ricostruzione del padiglione 6, decisa da Udine Esposizioni dopo l’interesse della Regione per una struttura polifunzionale a Torreano di Martignacco, ha acceso il dibattito politico.
La consigliera di opposizione Giulia Manzan (Noi Moderati) critica duramente l’amministrazione: Udine, sostiene, non è riuscita a dotarsi di un impianto adeguato alla Serie A, lasciando ai comuni limitrofi il compito di colmare una lacuna storica. Di segno opposto Loris Michelini (Identità Civica), favorevole alla nuova struttura: per lui un palazzetto grande il doppio del Carnera è necessario e non si possono tenere fermi i 20 milioni già assegnati al Comune.
Luca Onorio Vidoni (Fratelli d’Italia) chiede di salvaguardare le risorse: se il progetto cambiasse destinazione, i fondi devono comunque restare a Udine attraverso una riprogrammazione. Francesca Laudicina (Lega) invoca chiarezza e numeri: avrebbe preferito un impianto nel territorio comunale, ma ritiene la Fiera l’unica ipotesi concreta dopo quattro anni di amministrazione De Toni.
Infine Stefano Salmè (Io Amo Udine) avverte: la grande pallacanestro deve restare in città. Il tema, sostiene, non è il Carnera, ma il rischio che l’Apu giochi stabilmente fuori dai confini comunali.
Il confronto resta aperto, con il nodo dei fondi e della collocazione dell’impianto ancora da sciogliere.

