Udine ha celebrato la Liberazione

 

L’intervento del sindaco De Toni ha sottolineato con forza il significato della Liberazione.

Ritrovarsi ogni anno il 25 aprile significa rinnovare la memoria di una scelta decisiva: dire no alla violenza e alle dittature, sì alla libertà e alla dignità umana. In un tempo in cui tornano parole che evocano distruzione e scontri di civiltà, risuona ancora più forte il valore della Liberazione. La storia insegna quanto sia pericoloso normalizzare la violenza: qui a Udine, nel 1922, venne teorizzata come strumento politico, aprendo la strada a un regime che soffocò diritti, perseguitò oppositori e contribuì a tragedie immani in Europa.

Eppure, proprio da questa terra, molti seppero dire basta. La Resistenza fu un atto collettivo di coraggio, radicato nella tradizione democratica del nostro Paese. Tra le figure simbolo c’è Cecilia Deganutti, insegnante e partigiana, che scelse di servire la libertà senza armi, con la cura e la solidarietà. Arrestata e torturata, non tradì i suoi compagni e pagò con la vita la fedeltà ai propri valori.

Ricordare storie come la sua significa ribadire che libertà e antifascismo non sono opposti, ma inseparabili. La nostra Repubblica nasce da questa consapevolezza: la libertà non è un’astrazione, ma una responsabilità verso gli altri e verso la storia che ci ha consegnato la democrazia.

 

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