Matone rompe con la Lega: “No alle derive sovraniste”. Approdo in Forza Italia dopo il congresso di Salvini

La frattura si consuma all’indomani del congresso straordinario della Lega, che ha confermato Matteo Salvini alla segreteria federale e rilanciato una linea più identitaria, con toni duri anche sulla politica estera. Proprio questo cambio di passo ha spinto la deputata Simonetta Matone a lasciare il Carroccio e ad aderire al gruppo di Forza Italia alla Camera.

In una nota, Matone spiega di voler restare “saldamente nel centrodestra”, ma di essere contraria alle derive sovraniste e alle “posizioni estreme e irrealizzabili” che, a suo giudizio, stanno caratterizzando la nuova fase salviniana. Forza Italia, afferma, rappresenta “un centrodestra illuminato, solido punto di riferimento dei moderati, erede del garantismo di Silvio Berlusconi e ancorato a una visione equilibrata anche in politica estera”.

La decisione arriva dopo settimane di tensioni interne: Matone non ha partecipato al congresso e, prima dell’addio, ha scritto due lettere indirizzate a Salvini e al vicesegretario Durigon, nelle quali ha contestato la deriva “giustizialista, di estrema destra e antieuropeista” del partito.

Dal palco del congresso, Salvini aveva annunciato l’intenzione di chiedere al governo lo stop agli aiuti finanziari e militari all’Ucraina, una posizione che ha accentuato la distanza con l’ala più moderata e con gli alleati di governo. Il leader di Forza Italia, Antonio Tajani, ha ribadito proprio in queste ore che il sostegno a Kyiv “continuerà finché necessario”, segnando un chiaro contrasto con la linea salviniana.

L’uscita di Matone, magistrata con una lunga carriera istituzionale, pesa sul fronte romano della Lega e apre un nuovo fronte di tensione nel centrodestra, già attraversato da frizioni dopo il congresso. Forza Italia accoglie una figura di profilo nazionale, mentre nel Carroccio si registra l’ennesimo segnale di malessere interno.

 

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