Un retroscena sta facendo tremare più di qualche equilibrio nel centrodestra: il faccia a faccia riservato tra Luca Zaia e Marina Berlusconi, avvenuto a fine aprile lontano da telecamere e taccuini. Un incontro definito “cordiale ma politicamente denso”, che secondo diverse ricostruzioni starebbe alimentando un’ipotesi che circola da mesi nei corridoi romani: la nascita di un blocco liberale capace di rimettere in discussione gli attuali rapporti di forza.
A Palazzo Chigi, raccontano fonti parlamentari, la notizia non sarebbe stata accolta con entusiasmo. Giorgia Meloni osserva con attenzione, consapevole che un asse tra il governatore veneto — il leghista più popolare e più autonomo dalla linea salviniana — e la presidente di Fininvest potrebbe rappresentare un polo alternativo, moderato e pragmatico, appetibile per una parte dell’elettorato di centro.
Se a Meloni il retroscena preoccupa, Matteo Salvini sarebbe invece irritato. Non tanto per l’incontro in sé, quanto per il messaggio politico che rischia di veicolare: un Zaia sempre più libero di muoversi e sempre meno allineato alla strategia nazionale del Carroccio. La prospettiva di un “fronte liberale” che includa pezzi di Forza Italia e amministratori di peso del Nord non è nuova, ma il colloquio con Marina Berlusconi le conferisce una credibilità diversa.
Per ora, nessuno dei protagonisti commenta ufficialmente. Ma nel centrodestra il segnale è stato colto: gli equilibri non sono più immobili, e ogni movimento, anche il più discreto, può diventare la scintilla di una nuova fase politica.

