LEGGE ELETTORALE, FRONTE IDENTITARIO E AUTONOMISTA AL QUIRINALE: “IL PARLAMENTO NON PUÒ DIVENTARE UN CLUB A NUMERO CHIUSO”

 

Il fronte identitario e autonomista si rivolge al Quirinale per chiedere il rinvio alle Camere del disegno di legge A.C. 2822‑B, la riforma elettorale ribattezzata “Melonellum”. Tredici esponenti di movimenti territoriali denunciano un rischio preciso: trasformare l’accesso alla competizione politica in un percorso a ostacoli riservato ai partiti già presenti in Parlamento.

Il nodo è l’innalzamento dell’onere delle firme: da 1.500‑2.000 a 6.000‑7.000 per collegio. Un incremento che, per le forze non esentate, significa quadruplicare il lavoro necessario solo per poter partecipare alle elezioni. Non si contesta il principio della raccolta firme, ma la sua trasformazione in una barriera che rende quasi impossibile la nascita di nuove rappresentanze.

Secondo i promotori, mentre cresce l’astensione e la distanza tra cittadini e istituzioni, il legislatore rischia di blindare ulteriormente il sistema, penalizzando soprattutto le realtà territoriali e autonomiste, che vivono di radicamento e comunità. Da qui l’appello al Presidente della Repubblica, richiamando gli articoli 3, 49 e 51 della Costituzione: uguaglianza, partecipazione, accesso alle cariche elettive.

«Il Parlamento deve rappresentare il Paese, non proteggersi dal Paese» affermano i firmatari, che chiedono un riesame della norma per evitare che la democrazia diventi un recinto chiuso invece di uno spazio di scelta.

 

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