La Ue: stop ai controlli, il Fvg non arretra

 

La richiesta della Commissione europea di avviare la rimozione dei controlli alle frontiere interne Schengen riaccende il dibattito sul confine orientale. Bruxelles sollecita i nove Paesi che hanno reintrodotto verifiche temporanee – tra cui l’Italia – a ripristinare la piena libertà di circolazione, ricordando che le deroghe devono restare eccezionali e limitate nel tempo.

Il Friuli Venezia Giulia, però, non sembra intenzionato a fare passi indietro. La Regione rivendica l’efficacia del dispositivo attivo lungo la rotta balcanica, sostenuto dai dati diffusi dal Viminale: oltre un milione di persone identificate, centinaia di migliaia di veicoli controllati, 648 arresti e più di 11 mila irregolari rintracciati. Numeri che, secondo Roma e Trieste, dimostrano come la sospensione di Schengen sia uno strumento necessario per la sicurezza.

Il Governo ha già fatto sapere che i controlli proseguiranno, ritenendo irrilevanti gli impatti sul traffico transfrontaliero. Una posizione che apre un nuovo fronte di confronto con Bruxelles, mentre il Fvg resta l’osservato speciale dell’Unione: l’ultima frontiera interna dove la gestione dei flussi migratori continua a prevalere sul principio di libera circolazione.

 

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