La messa in sicurezza del versante che collega Raveo alla località Pani dovrà attendere. Così come la mitigazione del rischio idrogeologico a Fresis di Enemonzo. E non va meglio nei capoluoghi: a Trieste slitta il restauro della facciata di palazzo Gopcevich, a Pordenone resta bloccata la progettazione dell’adeguamento antincendio del municipio. Sono solo alcuni dei progetti rimasti senza finanziamento in Friuli Venezia Giulia dopo la pubblicazione, ad agosto, del decreto del 13 luglio che assegna 98 milioni di euro per la messa in sicurezza del territorio, l’efficientamento energetico e la sistemazione delle strade.
La regione non ottiene nemmeno un euro. La coperta è corta: a fronte di 7.874 domande presentate a livello nazionale, le risorse disponibili sono state ridotte negli anni di oltre la metà, con un taglio di 102 milioni solo nel 2024. Il 40% dei fondi è stato destinato al Sud, come previsto dalla normativa, mentre l’attribuzione segue il criterio della maggiore incidenza del fondo di cassa rispetto al risultato di amministrazione. Un meccanismo che, denunciano i sindaci del Nord, penalizza gli enti più virtuosi.
Il presidente dell’Anci Fvg, Dorino Favot, parla di parametri “limitativi”: «Chi si comporta bene finanziariamente ha meno possibilità di accedere ai fondi». Favot però intravede un appiglio: «La Regione ha già stanziato risorse proprie, questo ci salva». E infatti molti amministratori confidano ora su “mamma Regione” per anticipare progettazioni e interventi.
Tra le urgenze spicca la strada di Pani, dove il sindaco di Raveo, Daniele Ariis, aveva chiesto 257 mila euro per progettare una variante di 300 metri che aggiri un fronte franoso storico: «Abbiamo due punti critici, uno molto delicato a monte dell’abitato. Non sappiamo se riusciremo a bloccarlo definitivamente». Tutto da rifare, compresa la ricerca di nuovi canali di finanziamento.
A Villa Santina slitta la progettazione della palestra del polo scolastico (richiesta da 261 mila euro), mentre il Comune più penalizzato è Mereto di Tomba, con tre progetti rimasti al palo per la mancata concessione di 364 mila euro destinati alla viabilità di San Marco e alla messa in sicurezza del magazzino comunale e della sede della Protezione civile. A Codroipo si ferma il recupero di tre ponti ciclabili, a Latisana, Arta Terme e Fontanafredda saltano gli interventi sulle scuole primarie: proprio Fontanafredda aveva presentato la domanda più consistente, 462.898 euro.
La sottosegretaria all’Economia Sandra Savino invita a non drammatizzare: «I parametri erano chiari e le richieste dei Comuni molto superiori alle possibilità di finanziamento». Ma il malumore cresce, dal Friuli alla Carnia fino al Veneto, dove 160 progetti sono rimasti esclusi. E la partita delle progettazioni, almeno per ora, resta sospesa.
foto Mereto di Tomba sede municipio

