EDITORIALE-Udine, il centrodestra e la caccia al candidato che non c’è

Il centrodestra udinese è entrato nella fase più delicata: quella in cui tutti parlano di candidature, ma nessuno è davvero pronto a metterci la faccia. La città è strategica, pesa negli equilibri regionali e nazionali, e proprio per questo la scelta del nome diventa un rebus che nessuno vuole sciogliere troppo presto. I partiti osservano, misurano gli umori, sondano i civici, ma il quadro resta sospeso.

Le aree moderate spingono per un profilo istituzionale, capace di parlare alla città senza forzature ideologiche. I nomi che circolano da mesi restano gli stessi, ma nessuno ha ancora ricevuto un’investitura chiara. E mentre il centrosinistra si muove tra Roma e Trieste, il centrodestra appare frenato da un paradosso: avere molti potenziali candidati, ma nessuno che emerga davvero.

La sensazione è che si attenda un segnale dall’alto, un equilibrio regionale che permetta di sciogliere il nodo. Nel frattempo, Udine resta lì, al centro della scacchiera, con una domanda che rimbalza tra segreterie e corridoi: chi sarà il volto del centrodestra per la città? Una domanda semplice, che però oggi nessuno sembra voler affrontare. E il tempo, inevitabilmente, stringe.

ZOE

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