Sulla demolizione della scuola media arriva la presa di posizione dell’opposizione vicina all’ex sindaca Erika Furlani, che rivendica le scelte compiute durante la precedente amministrazione. L’edificio, costruito negli anni ’60, era già stato parzialmente dismesso e risultava sovradimensionato rispetto al calo demografico. Dal 2017 erano emerse criticità strutturali e normative: adeguamento sismico, impianti obsoleti, costi di gestione elevati, barriere architettoniche diffuse e una distribuzione interna su più livelli ritenuta poco funzionale.
Secondo l’opposizione, il bivio era chiaro: investire in un edificio “raffazzonato e costoso” oppure puntare su una scuola moderna e sostenibile, resa possibile dai finanziamenti PNRR e da altri contributi che avrebbero permesso un intervento senza gravare sul bilancio comunale.
Resta il nodo della gara gestita da Invitalia, che ha portato all’aggiudicazione a una ditta poi risultata inadempiente. Un imprevisto, sottolineano, che non cambia la ratio della scelta originaria: garantire agli studenti una struttura nuova, efficiente e adeguata ai prossimi decenni.

