Università di Udine e Udinese Calcio stringono un patto strategico che guarda lontano: un protocollo d’intesa che unisce sport professionistico, ricerca e innovazione, con l’obiettivo di trasformare il Friuli in un laboratorio d’avanguardia capace di generare sviluppo, competenze e nuove opportunità per i giovani.
L’accordo, firmato dal rettore Angelo Montanari e dal direttore generale bianconero Franco Collavino, consolida una collaborazione già radicata. Negli anni Ateneo e club hanno condiviso progetti su sostenibilità, analisi d’impatto, tirocini, campus experience e iniziative simboliche come il Graduation Day al Bluenergy Stadium. Un percorso che si rafforzerà ulteriormente in vista dei 130 anni della Polisportiva Società Udinese di Ginnastica e Scherma, matrice storica del club.
«Questo accordo sigilla e rilancia una collaborazione di lungo corso», ha dichiarato Montanari, sottolineando il ruolo della Terza Missione e il contributo scientifico dell’Ateneo, dal polo di Gemona alla data science. «La crescita dei giovani resta la nostra priorità: sport e accademia possono fare squadra per generare inclusione e innovazione sociale».
Collavino ha evidenziato i valori condivisi: «Senso di appartenenza, eccellenza e attenzione alla comunità. L’intesa permetterà iniziative congiunte su settore giovanile, performance, innovazione, sostenibilità e area medica, mettendo a sistema competenze di alto profilo a beneficio del territorio».
Il protocollo individua macroaree strategiche che spaziano dalla ricerca applicata alla salute alla gestione dei dati, dall’analisi dei flussi e dell’impatto economico degli eventi sportivi alla sostenibilità ambientale. Ampio spazio è dedicato alla formazione: tirocini, orientamento, seminari e aggiornamento per studenti, tecnici e personale delle due realtà.
Il Bluenergy Stadium sarà uno dei centri operativi della partnership, con aule e auditorium messi a disposizione dell’Ateneo. A coordinare le attività sarà un Comitato paritetico incaricato di definire obiettivi e bilanci annuali.
Un accordo che non chiude, ma apre: la collaborazione resta infatti progettata per accogliere nuove sinergie future, in un percorso che punta a rafforzare l’attrattività internazionale dell’Università di Udine e del Friuli.

