COMUNI-Bollette care, l’allarme dei sindaci

Bollette più care del 30%, i Comuni del Fvg vedono nero: “Senza aiuti servizi a rischio”

La stima è pesante: nel 2025 le bollette degli enti locali del Friuli‑Venezia Giulia cresceranno del 30%, con un impatto complessivo tra 18 e 22 milioni di euro sui bilanci dei 215 Comuni. È il quadro che emerge dal monitoraggio avviato da Anci Fvg, che nelle ultime settimane ha interpellato i sindaci per misurare la tenuta finanziaria degli enti di fronte all’aumento dei costi energetici.

Il presidente Dorino Favot non usa giri di parole: «Le somme accantonate non sono sufficienti a coprire le maggiori spese». Gli amministratori segnalano infatti che gli incrementi riguardano tutti i capitoli sensibili: illuminazione pubblica, riscaldamento di scuole e impianti sportivi, gestione degli edifici comunali, consumi delle reti idriche e dei servizi socio‑assistenziali. Una pressione che rischia di mettere in difficoltà soprattutto i centri più piccoli, dove ogni variazione di costo si traduce in scelte drastiche.

Secondo Anci, senza un intervento compensativo da parte dello Stato o della Regione, diversi servizi potrebbero essere ridotti o sospesi: orari degli impianti sportivi, aperture delle biblioteche, manutenzioni ordinarie, attività culturali e sociali. Alcuni Comuni stanno già valutando piani di contenimento: abbassamento delle temperature negli edifici pubblici, revisione dei contratti di fornitura, rinvio di lavori non urgenti.

Il nodo, sottolinea Favot, è strutturale: «Gli enti locali hanno margini sempre più stretti e non possono assorbire aumenti di questa portata». Da qui la richiesta di un fondo straordinario che permetta di evitare tagli ai servizi essenziali e garantire continuità amministrativa. Perché, avverte Anci, «senza un sostegno immediato, la tenuta dei bilanci comunali è a rischio».

 

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