Lignano-Muro di 6 metri sulla spiaggia di Lignano Sabbiadoro: esplode la protesta, raccolte 600 firme

Un fronte compatto di residenti del Lungomare Marin si oppone al progetto del concessionario che prevede la realizzazione di un muro di 6 metri sulla spiaggia, una struttura che – secondo i condomini – «oscurerebbe gli stabili, alterando in modo irreversibile il paesaggio e la vivibilità dell’area». La contestazione è già stata formalizzata con una petizione da 600 firme, inviata al Comune e agli enti competenti.

Il progetto contestato

L’opera, presentata dal concessionario che gestisce il tratto di arenile, rientra nelle previsioni del piano di riqualificazione delle strutture balneari. Si tratterebbe di una barriera verticale destinata a ospitare servizi e impianti tecnici. Per i residenti, però, la dimensione e la collocazione risultano «invasive e sproporzionate», tali da compromettere luce, visuale e armonia architettonica del lungomare.

La posizione dei condomini

I proprietari degli immobili affacciati sulla spiaggia hanno incaricato un legale e depositato un’istanza formale: «Non siamo contrari agli interventi di modernizzazione – spiegano – ma questa struttura è un vero e proprio muro che cambierebbe la natura del luogo, penalizzando chi ci vive e chi frequenta la spiaggia». Nella documentazione allegata vengono evidenziati i presunti impatti su decoro, ombreggiamento e valore immobiliare.

La replica del Comune

Dagli uffici comunali arriva una valutazione opposta: il progetto sarebbe conforme al Piano Regolatore Generale e alle norme urbanistiche vigenti. L’Amministrazione sottolinea che l’intervento è stato autorizzato seguendo l’iter previsto e che rientra nella strategia di ammodernamento delle strutture turistiche. Restano comunque aperti i canali di confronto con i residenti.

Verso un confronto pubblico

La petizione potrebbe approdare in Commissione e in Consiglio comunale nelle prossime settimane. I condomini chiedono una revisione del progetto o una riduzione dell’impatto visivo, mentre il concessionario difende la necessità dell’opera per garantire servizi adeguati alla stagione estiva.

La vicenda accende il dibattito su tutela del paesaggio, diritti dei residenti e sviluppo turistico, un equilibrio che a Lignano torna ciclicamente al centro della discussione pubblica.

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