Udine-la sosta a pagamento con tre fasce

Tre fasce di ticket, il centrosinistra si divide sul nuovo piano della sosta

Il nuovo piano della sosta a Udine, con l’introduzione di tre fasce di ticket, apre un fronte di discussione acceso nel centrosinistra. La proposta dell’amministrazione De Toni punta a ridurre la pressione delle auto nel cuore cittadino, differenziando le tariffe tra centro storico, corona intermedia e aree periferiche. Un impianto che, nelle intenzioni, dovrebbe favorire la rotazione, sostenere la mobilità pubblica e alleggerire le zone più congestionate.

La fascia A, quella del centro, prevede il costo più elevato e una permanenza limitata; la fascia B introduce una tariffa intermedia per i quartieri di servizio; la fascia C punta su ticket minimi o gratuiti, incentivando i parcheggi scambiatori. Una struttura che, sulla carta, risponde ai criteri delle città europee più attente alla sostenibilità.

Ma nel campo progressista le sensibilità non coincidono. L’area più riformista considera la misura un passo necessario per modernizzare la mobilità urbana. Le componenti più sociali temono invece effetti regressivi: lavoratori pendolari, anziani e piccoli negozi potrebbero subire un aggravio non compensato da un trasporto pubblico ancora insufficiente. Gli ambientalisti appoggiano la riforma, ma chiedono contestualmente investimenti immediati su bus, ciclabili e parcheggi di attestamento, per evitare che il provvedimento venga percepito come punitivo.

Il tema approderà in Commissione, dove servirà una sintesi capace di tenere insieme equità, sostenibilità e vitalità economica del centro. Come spesso accade, la sosta diventa molto più di una questione tecnica: è un banco di prova politico per la coalizione.

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