Morramondo Cividât, la conferenza del 6 settembre: la Morra come “antico gioco del futuro”
CIVIDÂT – Nell’ambito dei Campionati mondiali di morra, la conferenza del 6 settembre ha offerto uno dei contributi più originali e profondi dell’intera manifestazione. A condurre l’incontro è stato il moderatore Claudio Piano, mentre la relazione centrale è stata affidata ad Alessia Mazzolini Polonia, psicologa e psicoterapeuta, che ha presentato “Morra: tra il visibile e l’invisibile, l’antico gioco del futuro?”.
La relatrice ha delineato la Morra come un universo complesso, ben oltre la semplice dinamica del gesto e del numero: un mondo composto da dimensioni storiche, sociali, relazionali, neuropsicomotorie, psicologiche ed emotive. Un gioco antichissimo, con tracce di pratiche simili già presso gli Egizi, oggi interpretabile come patrimonio culturale immateriale.
Sul piano educativo, la Morra emerge come un laboratorio di educazione emotiva: insegna a vincere senza umiliare, a perdere senza sentirsi sconfitti come persone, a gestire la frustrazione e a trasformare la competizione in un’esperienza condivisa. Durante il gioco si attiva un continuo riadattamento, senza possibilità di controllo totale, in un contesto sociale che è anche di genere e intergenerazionale: le donne sono sempre più presenti e valorizzate, mentre anziani e giovani si confrontano passando il testimone senza uscire di scena.
Secondo Mazzolini Polonia, la Morra può diventare uno strumento utile nella prevenzione dell’isolamento sociale, riportando sfide e relazioni sul piano reale, in contrapposizione al mondo virtuale che assorbe gran parte del tempo dei ragazzi. Un’attività che favorisce le capacità relazionali e, al contempo, potenzia l’apprendimento del calcolo, grazie alla rapidità dei processi numerici coinvolti.
Le scuole, ha suggerito la psicologa, potrebbero diventare luoghi privilegiati per sperimentare protocolli educativi basati sulla Morra, avviando ricerche scientifiche strutturate. Un percorso già intrapreso in Sardegna, dove un’équipe universitaria – in collaborazione con l’associazione Sociu po su jocu de sa murra, rappresentata in conferenza da Filippo Bangoni – ha avviato sperimentazioni con gli allievi. Dai primi dati emerge che i bambini più piccoli mostrano una maggiore capacità di potenziare i fatti numerici e il calcolo di base.
In chiusura, Mazzolini Polonia ha auspicato l’avvio di finanziamenti mirati per approfondire le potenzialità della Morra: un mondo antico ma sorprendentemente attuale, capace di unire tradizione, educazione e innovazione sociale, e ancora ricco di territori da esplorare.

