La mossa di Matteo Salvini in questa fase politica è chiara: riprendere il controllo del partito dopo settimane di tensioni interne, critiche dai territori e segnali di insofferenza da parte di alcune componenti “governiste”. Il segretario ha scelto una strategia frontale: presenza costante, vertici fiume, interventi mirati e un messaggio semplice alla base — la Lega resta casa sua e la guida non è in discussione.

Il direttivo allargato del Fvg, dove Salvini è intervenuto personalmente, è stato il passaggio decisivo. Qui ha ricompattato gli scettici, rivendicato risultati di governo e rilanciato la linea identitaria del Carroccio. Il sostegno di figure come Marco Dreosto, che ha parlato di una Lega “radicata e capace di buon governo”, offre al segretario un appoggio prezioso in una delle regioni dove il partito mantiene struttura e peso.

La mossa, dunque, è duplice: chiudere la fronda interna e rilanciare la leadership in vista delle prossime scadenze politiche. Salvini vuole mostrare che la Lega non è in balia delle correnti, ma ancora capace di dettare il ritmo.

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