UDINE – Parte dal basso la sfida alla riforma regionale sugli enti locali. Il Comitato dei promotori della proposta di legge a iniziativa popolare lancia il primo comunicato ufficiale e chiede di aprire un vero dibattito democratico sulla geografia istituzionale del Friuli Venezia Giulia. L’obiettivo è netto: superare il modello delle quattro Province e istituire due soli enti di area vasta, uno per il Friuli (dal Livenza al Timavo) e uno per Trieste.
I promotori ricordano come la storia amministrativa del territorio sia stata segnata da confini imposti dall’alto, da Campoformido al ventennio fascista, fino alla creazione della Provincia di Pordenone nel 1968 senza voto popolare. Oggi, con la nuova competenza legislativa esclusiva della Regione, il Comitato rivendica un percorso partecipato e un referendum consultivo obbligatorio, come previsto dallo Statuto speciale.
La critica alla Giunta è severa: “Si vuole blindare in fretta il ritorno alle vecchie Province, ignorando la portata della riforma costituzionale e le esigenze del Friuli”. La proposta popolare, composta da soli nove articoli, punta a ridurre i costi, semplificare l’assetto istituzionale e ricostruire un’identità territoriale unitaria, nel segno della memoria del Terremoto del ’76 e della rinascita dal basso.
Il Comitato invita i cittadini a ritirare i moduli presso il recapito di via Aquileia 22 a Udine e a depositarli nei Comuni per avviare la raccolta firme: “Basta una cinquantina di sottoscrizioni in un centinaio di municipi per essere a cavallo. È il momento di dimostrare che il Friuli non è solo un’espressione geografica”.

