L’estate 2026 conferma la crescente fragilità idrica dell’agricoltura friulana. Durante l’assemblea a Moimacco, Confagricoltura Udine ha evidenziato la necessità di strategie nuove: colture meno idroesigenti, innovazione genetica e tecnologie di precisione.
«Annata difficile, irrigazione sempre più indispensabile» ha detto il presidente Philip Thurn Valsassina, ricordando che la disponibilità d’acqua in Italia è calata del 20% in un secolo, mentre l’agricoltura ne consuma il 49%.
Per Michele Morgante (Iga – Università di Udine) la risposta passa da Tea, genetica di precisione e investimenti mirati, anche grazie all’Intelligenza Artificiale.
Il Consorzio di Bonifica Pianura Friulana, ha spiegato Stefano Bongiovanni, prevede entro il 2050 un fabbisogno idrico maggiore di 100 mm. Dal 2022 sono in corso trasformazioni irrigue, nuovi invasi e riduzione dei consumi, ma è stato necessario adottare un Piano emergenziale siccità.
In chiusura, Perleuve srl ha illustrato le tecnologie per l’irrigazione di precisione, mentre la Regione Fvg ha presentato gli strumenti a sostegno degli investimenti irrigui.
La crisi idrica è ormai strutturale: servono innovazione, infrastrutture e una gestione dell’acqua più intelligente.

