La presidenza del Controllo analogo del Cafc cambia padrone e, con essa, si incrina l’architettura politica che aveva retto il Consorzio negli ultimi mandati. A guidare l’organo di vigilanza e indirizzo delle società in house sarà Pietro Del Frate, sindaco di San Giorgio di Nogaro, che nella votazione segreta online ha superato Francesco Martines per 7 voti a 6, con due astenuti. Un risultato che non è solo un cambio di nome: è un ribaltamento degli equilibri interni.
E colpi di scena potrebbero ancora succedere.
Il colpo di scena
La vittoria di Del Frate premia l’area dem vicina a Manuela Celotti (e a Diego Moretti) e allo stesso tempo agita la componente pordenonese di Fratelli d’Italia, che vede ora seriamente compromessa la riconferma di Salvatore Benigno. Fino a pochi giorni fa, infatti, Benigno – sostenuto da Forza Italia – e Martines puntavano sulla continuità, soluzione gradita anche alla Destra Tagliamento, che considerava Benigno il garante del patto stretto al momento dell’incorporazione di Hydrogea.
Un patto che prevedeva la vicepresidenza in quota Pordenone, ruolo per cui era stato individuato Fabio Santin, ignorando però un dettaglio decisivo: nel Cda del Cafc due componenti devono essere donne.
Lo strappo nel centrosinistra
Nel frattempo, Pd (con tanto di indicazione provinciale), Lega e la componente udinese di Fdi spingevano per un cambio al vertice del Controllo analogo, che da accordi spetta al centrosinistra. Settimane di trattative, tentativi di mediazione – «ho provato a convincere il Pd a evitare uno strappo» ha spiegato Alberto Felice De Toni – e poi la conta. Del Frate vince. E gli equilibri saltano.
Fdi divisa, Cda in salita
La frattura dentro Fdi è evidente: Udine vince, Pordenone perde. Ma il quadro è più complesso. A fine mese il Cafc dovrà nominare il nuovo Cda: cinque componenti, due donne. Una quota rosa arriverà dalla “vecchia” Carniacque; Comune di Udine e Pd dovrebbero indicare un uomo. Ne manca una. E se Pordenone insisterà su Santin, la presidenza – in capo al centrodestra – dovrà necessariamente essere femminile.
«I numeri non si possono cambiare a piacimento» conferma il segretario provinciale della Lega, Graziano Bosello, che rivendica anche la necessità di un cambio dopo tre mandati consecutivi. E non risparmia una stoccata: qualcuno ha provato a bypassare le segreterie provinciali, ma «ha fatto male i conti».
Il domino sul maxi‑termovalorizzatore
La vittoria di Del Frate non si ferma al perimetro del Consorzio. Rischia di complicare il percorso di chi punta a realizzare un maxi‑termovalorizzatore da centinaia di migliaia di tonnellate l’anno a San Giorgio di Nogaro, immaginando di affidare al Cafc la regia dell’operazione. Da Trieste ricordano che «Martines non ha firmato l’interrogazione sul tema depositata dal gruppo dem», mentre il progetto verrà presentato a breve anche da Gianpaolo Graberi, uomo di Forza Italia vicino all’assessore Riccardi e presidente di Fuc, destinato a restare in carica per un altro triennio.
Il resto è un’altra storia. Per ora. Ma la scossa al Controllo analogo ha già messo in moto un domino che nessuno, fino a poche settimane fa, aveva davvero previsto.
E colpi di scena potrebbero ancora succedere.

