“Via Gemona è il simbolo di un’Amministrazione che parla tanto di centro storico, ma poi lascia soli i commercianti davanti a cantieri, parcheggi tolti, dehors negati e difficoltà di accesso”.
Lo dichiara il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Gianni Croatto, dopo l’articolo pubblicato oggi da un quotidiano udinese sulla protesta di una storica attività di Borgo Gemona, che denuncia un forte calo di fatturato e il rischio di chiusura.
“Quando un commerciante arriva a parlare di un calo del 40% e di possibile chiusura, non siamo davanti a una lamentela: siamo davanti a un allarme vero. E l’Amministrazione non può far finta di niente”.
Croatto punta il dito contro la gestione della zona:
“Via Gemona da troppo tempo viene penalizzata. Meno parcheggi, meno passaggio, cantieri, difficoltà per i dehors, modifiche continue e commercianti costretti a subire. Questa non è programmazione: è improvvisazione. E a pagare sono sempre quelli che lavorano, pagano tasse, affitti, dipendenti e bollette”.
Poi l’affondo all’assessore Marchiol:
“Marchiol smetta di raccontare la città ideale e si occupi della città reale. La città reale è fatta di negozi aperti, clienti che devono poter arrivare, attività che non possono vivere di promesse e rendering. Vada subito in via Gemona, parli con i commercianti e porti soluzioni concrete”.
Croatto collega solo marginalmente il tema alle nuove riqualificazioni:
“Prima di parlare di nuove piazze e nuovi progetti, l’Amministrazione dimostri di saper salvare una via storica che oggi sta soffrendo. È inutile immaginare una bella piazza San Cristoforo se a pochi metri via Gemona viene lasciata morire”.
Il consigliere annuncia un’interpellanza urgente:
“Presenterò un’interpellanza per chiedere tempi certi, responsabilità, motivazioni delle scelte, situazione dei parcheggi, dei dehors, dei cantieri, del trasporto pubblico e delle risposte date ai commercianti”.
La conclusione è netta:
“Via Gemona merita rispetto. I commercianti meritano rispetto. Questa situazione è una vergogna amministrativa e politica. Meno parole, meno propaganda, più soluzioni”.

