Udine-Croatto(FdI) : Idee molto chiare per il 2028 Sosta e accessibilità

 

Croatto: “Sosta e accessibilità: continuino pure così. Nel 2028 vedranno”

«Continuino pure così. Nel 2028 vedranno». Il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Gianni Croatto torna all’attacco sulla gestione della sosta e dell’accessibilità in città, rivendicando anni di interventi in Consiglio e accusando l’amministrazione di «governare seguendo l’ideologia, non la realtà».

Croatto ricorda come, dal 2023 a oggi, la linea sia rimasta invariata: meno posti auto, ZTL più ampia, aree pedonali estese, tariffe più alte e parcheggi sempre più lontani dal centro. «Non difendo l’automobile a ogni costo — precisa — ma una città si governa guardando come vivono davvero le persone».

Il caso di piazza Garibaldi è per il consigliere il simbolo di una gestione «senza programmazione»: «Le auto tolte nel 2024, un anno intero di provvisorio nel 2025, e i lavori che partono solo ora, con fine prevista a fine 2026. Quasi tre anni per una piazza. È questo il modello?».

Croatto critica anche la strategia dei parcheggi esterni con navette: «Udine non è una metropoli. Ogni giorno arrivano persone dai quartieri e dai Comuni vicini per lavorare, fare acquisti, accompagnare anziani o familiari. Pensare che tutti possano lasciare l’auto lontano e prendere una navetta significa non conoscere la vita reale della città».

Le conseguenze, sostiene, sono già evidenti: attività economiche in difficoltà, residenti penalizzati, frequentatori che scelgono luoghi più accessibili. «Poi ci si stupisce se il centro perde attrattività e negozi».

Il consigliere nota che ora «anche dentro la maggioranza emergono dubbi», ma avverte: «Io questi problemi li sollevo da anni. Non si può sostenere una linea per tutto il mandato e poi cambiare posizione quando si avvicinano le elezioni».

Per Croatto la questione è di equilibrio: «Mobilità alternativa e trasporto pubblico sono importanti, ma devono convivere con accessibilità e sosta. Espellere progressivamente l’automobile senza aver prima realizzato alternative vere non è una politica della mobilità. È ideologia».

La chiusura è un avvertimento politico: «La maggioranza continui pure a togliere parcheggi, aumentare i costi e allargare la ZTL. I cittadini, i commercianti e chi frequenta Udine hanno già le idee molto chiare su cosa fare nel 2028. Lo sento ogni giorno».

 

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