La Lega-Salvini, la ritrosia di Zaia e Fedriga. La trattativa “guastata” dal fattore Vannacci

 

Salvini, la ritrosia di Zaia e Fedriga. La trattativa “guastata” dal fattore Vannacci

La mossa di Matteo Salvini, nata per ricompattare la Lega e blindare la leadership, rischia di produrre l’effetto opposto. Il segretario ha accelerato sulla redistribuzione delle cariche, aprendo tavoli e promesse a più livelli, ma l’operazione — già di per sé delicata — si è rapidamente complicata. Sullo sfondo, infatti, si allunga l’ombra nera del “fattore Vannacci”, che continua a drenare attenzione, consensi e soprattutto figure in cerca di un nuovo approdo politico.

In questo quadro, la posizione dei due governatori del Nord, Luca Zaia e Massimiliano Fedriga, è diventata centrale. Entrambi erano stati coinvolti nella trattativa per dare solidità all’architettura interna del partito, ma la scelta di Salvini di allargare il perimetro — includendo anche i due deputati corteggiati da Fn — ha fatto saltare più di un equilibrio. La “fiera delle cariche” scatenata dal segretario ha trasformato un’operazione che richiedeva prudenza in un terreno scivoloso, dove ogni mossa rischia di essere letta come un segnale di debolezza o di resa.

Zaia e Fedriga, che da tempo mantengono una postura istituzionale e autonoma rispetto alle oscillazioni del vertice, ora temono di essere ridotti al ruolo di foglia di fico: chiamati a coprire, con la loro credibilità territoriale, una strategia che non hanno contribuito a definire e che potrebbe rivelarsi controproducente. Entrambi sanno che l’avanzata del generale Vannacci non è un fenomeno passeggero e che ogni passo falso rischia di spostare ulteriori pezzi del mondo leghista verso il nuovo polo identitario.

La trattativa, insomma, appare “guastata” prima ancora di entrare nel vivo. E il rischio, per Salvini, è che la ricerca di un rilancio si trasformi nell’ennesima dimostrazione di un partito che fatica a trovare una direzione condivisa

Intanto la fuga dal Carroccio continua e l’ultima chance potrebbe essere la leadership piena del duo Zaia-Fedriga.

Ma Salvini lo capisce?

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