La violenta grandinata che ha colpito il Pordenonese nelle ultime ore ha lasciato dietro di sé campi devastati, serre danneggiate e una prima stima dei danni che gli agricoltori definiscono «pesantissima». Le zone più colpite risultano quelle tra Azzano Decimo, Fiume Veneto, Prata e Casarsa, dove chicchi di ghiaccio di grandi dimensioni hanno distrutto in pochi minuti settimane di lavoro.
A farne le spese sono soprattutto mais, soia, vigneti e orticole, con intere superfici letteralmente “rasate” dalla grandine. In molte aziende si parla già della necessità di riseminare, con costi aggiuntivi che si sommano alle perdite di produzione. «Così non si va avanti — sbotta un agricoltore della zona — ogni anno un evento estremo ci mette in ginocchio».
Accanto alla conta dei danni, torna il tema delle assicurazioni agricole, sempre più costose e spesso insufficienti a coprire eventi di questa intensità. Le associazioni di categoria chiedono un intervento urgente: procedure più rapide, maggiori contributi pubblici e strumenti che tengano conto della crescente frequenza dei fenomeni meteo estremi.
La Regione ha avviato le prime verifiche e attende le relazioni dei tecnici per valutare eventuali misure di sostegno. Intanto, nei campi, si lavora per salvare il salvabile, mentre molti agricoltori guardano il cielo con preoccupazione: la stagione è appena iniziata, ma la sensazione è che sarà ancora lunga.

