Electrolux dimezza la produzione: annunciati 1.700 esuberi

 

La crisi di Electrolux entra in una fase drammatica: il gruppo svedese ha comunicato il taglio del 50% della produzione in Europa e la conseguente apertura di una procedura che prevede 1.700 esuberi tra stabilimenti e funzioni centrali. Una scelta motivata dal crollo della domanda di elettrodomestici, dai costi energetici ancora elevati e dalla crescente concorrenza asiatica, che sta erodendo quote di mercato nei segmenti di fascia media.

In Italia l’impatto potrebbe essere significativo, con timori soprattutto per gli stabilimenti del Nord-Est, già in passato al centro di riorganizzazioni. I sindacati parlano di “scenario gravissimo” e chiedono al governo un tavolo urgente per evitare chiusure e salvaguardare la filiera. L’azienda assicura che valuterà soluzioni di riconversione e investimenti mirati, ma il ridimensionamento appare strutturale.

Il rischio, denunciano le parti sociali, è che un altro pezzo di industria europea finisca schiacciato dalla competizione globale, lasciando territori e lavoratori senza prospettive.

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