L’attivazione delle nuove telecamere ai varchi del centro storico accende lo scontro politico. La Lega critica duramente la scelta dell’amministrazione, definendola “l’ennesima decisione calata dall’alto” e sostenendo che la giunta proceda “senza ascoltare cittadini e categorie economiche”.
Secondo il partito, l’introduzione dei nuovi controlli elettronici rischia di aggravare una situazione già fragile: fatturati in calo, vie del centro sempre più vuote – soprattutto nelle ore serali – e una città che “perde attrattività giorno dopo giorno”. A essere più colpiti, secondo la Lega, sarebbero commercianti e corrieri, “esasperati” da restrizioni crescenti a fronte di servizi percepiti come insufficienti.
Nel mirino anche la mobilità: parcheggi ritenuti insufficienti, spostamenti sempre più complessi e l’annuncio di un possibile aumento delle tariffe della sosta. Un quadro che, per il partito, non rappresenta una transizione urbana ma “accanimento ideologico”, con il rischio concreto di “svuotare definitivamente il centro storico e mettere in difficoltà chi ogni giorno lavora e investe in città”.
Da qui la richiesta di un cambio di rotta immediato. “Servono ascolto, pragmatismo e rispetto per chi vive e lavora a Udine”, afferma la commissaria cittadina Giulia Agostinelli, annunciando che questa sarà la linea che la Lega porterà avanti nei prossimi incontri per “difendere Udine da scelte che la stanno lentamente spegnendo”.

