Nel giorno in cui la sinistra è tornata in piazza per celebrare il successo del “no” al referendum, il sociologo Luca Ricolfi ha offerto una lettura radicalmente diversa della mobilitazione. Secondo lui, quella folla non avrebbe festeggiato una vittoria politica, ma “la propria sepoltura”, segno di un campo progressista incapace di interpretare il Paese e di rinnovare la propria proposta.
Ricolfi ha rivolto le critiche più dure alla segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, definita “una demolitrice”. A suo giudizio, in tre anni la leader dem avrebbe “corretto trent’anni di evoluzione”, riportando il partito su posizioni che considera ideologiche e distanti dall’impianto riformista costruito dalle precedenti leadership.
Le dichiarazioni del sociologo riaprono il dibattito interno al centrosinistra, già attraversato da tensioni dopo il voto referendario.
Nel PD, le parole di Ricolfi vengono lette come l’ennesimo segnale della difficoltà del partito nel trovare una sintesi tra identità, linea politica e capacità di rappresentanza. La discussione è destinata a proseguire nelle prossime settimane, mentre la segreteria prepara la fase post‑referendaria.
Zoe

