La proposta di riforma dei condomìni presentata da Fratelli d’Italia ha scatenato un’ondata di critiche, sia dall’opposizione che all’interno della stessa maggioranza. I punti più contestati riguardano l’obbligo di laurea per gli amministratori e la possibilità per i creditori di rivalersi anche sui condòmini in regola.
Contenuto della proposta
• Obbligo di laurea per gli amministratori condominiali (almeno triennale in ambito giuridico, economico o gestionale).
• Istituzione di un albo nazionale per amministratori e revisori condominiali presso il Ministero delle Imprese.
• Revisore contabile obbligatorio nei condomìni con più di 20 unità, con incarico biennale non rinnovabile
• Divieto di pagamenti in contanti: tutte le transazioni devono avvenire tramite conto corrente condominiale
• Possibilità per i creditori di agire non solo sui morosi, ma anche sui condòmini in regola, in via sussidiaria, per recuperare i crediti
Reazioni e critiche
• Lega: contraria all’aumento della burocrazia e dei costi per i cittadini. Matteo Salvini ha definito la proposta “punitiva per i condòmini onesti”
• Fratelli d’Italia: anche all’interno del partito ci sono perplessità. Il capogruppo Bignami ha chiesto un confronto più ampio e ha frenato sull’iter
• Forza Italia: ha annunciato una proposta alternativa, più orientata alla semplificazione e alla riduzione dei costi
• Opposizione (M5S e PD): attacco frontale. Conte ha criticato l’idea di far pagare i debiti dei morosi ai condòmini in regola, mentre Chiara Braga ha parlato di “favori ai furbetti”
• Associazioni di categoria: preoccupate per l’aumento dei costi e la complessità gestionale, senza reali soluzioni ai problemi strutturali
Prospettive
Il testo è ancora in discussione e il suo iter parlamentare appare incerto. Dopo le festività, si prevede un confronto più ampio per cercare un compromesso. Il tema resta caldo, coinvolgendo milioni di cittadini e toccando un nodo sensibile come la gestione della casa.

