Udine, scritte e degrado: cresce la protesta dei cittadini

 

Udine si risveglia ogni giorno più segnata da scritte vandaliche, muri imbrattati e angoli urbani in stato di abbandono. Dai sottopassi alle pensiline, dai parchi alle vie del centro, i segni del degrado sono ormai sotto gli occhi di tutti. A far sentire la propria voce sono i residenti, i commercianti e le associazioni di quartiere, stanchi di una situazione che sembra sfuggita di mano.

Le proteste si moltiplicano, tra lettere aperte, segnalazioni sui social e richieste formali all’amministrazione. “Non è solo una questione estetica – spiegano alcuni cittadini – ma di sicurezza e rispetto per la città”. Il malcontento si è acuito dopo episodi di microcriminalità e danneggiamenti, che hanno alimentato la percezione di insicurezza, soprattutto nelle ore serali.

Il Comune ha annunciato un piano di interventi, tra cui l’introduzione di “zone rosse” con divieti di stazionamento per chi adotta comportamenti molesti, e un rafforzamento dei controlli nei punti più critici A. Il sindaco de Toni ha parlato di “emergenza reale” e ha chiesto un maggiore supporto da parte dello Stato, sottolineando anche gli investimenti nel sociale per affrontare le cause profonde del disagio B.

Ma per molti cittadini, le parole non bastano più. “Udine non è più l’isola felice che conoscevamo”, scrive un residente in una lettera accorata, denunciando l’inerzia delle istituzioni e la paura crescente tra le famiglie C.

  1. Il dibattito è aperto: tra chi invoca tolleranza zero e chi chiede soluzioni strutturali, la città cerca una via per ritrovare decoro, fiducia e senso di comunità.

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