Dopo le critiche di Rosolen e Fedriga, gli organizzatori dello “Sciopero dei bambini” e della “Merenda della pace” hanno inviato una lettera aperta ai rappresentanti regionali, rivendicando il diritto costituzionale ed internazionale all’educazione libera e pluralista. Il gruppo “Famiglie per la Pace”, composto da genitori, educatori e professionisti, respinge le accuse di indottrinamento e difende la scelta di portare i figli in piazza per sensibilizzarli alla solidarietà e alla pace. «Non abbiamo bandiere né ideologie», scrivono, «solo il desiderio di educare all’empatia». La lettera si chiude con i messaggi scritti dai bambini per i coetanei di Gaza: parole semplici, ma cariche di speranza

