Il Comune di Udine è stato condannato dalla Corte d’appello di Trieste a restituire 123mila euro per aver revocato illegittimamente un contratto di fornitura scolastica. La sentenza riforma il giudizio di primo grado, riconoscendo che la rescissione non era giustificata, nonostante le segnalazioni di cibi scadenti serviti nelle mense. Il procedimento penale per frode alimentare resta aperto, ma sul piano civile l’ente comunale dovrà risarcire l’azienda danneggiata. Il caso solleva interrogativi sulla gestione degli appalti pubblici e sulla tutela della salute degli studenti, tra responsabilità amministrative e penali ancora da chiarire.

