Udinese, dopo la “manita” serve ordine: lo spogliatoio va ricompattato
Cinque gol subiti, zero reazione, e una squadra che sembra aver smarrito la bussola. La pesante sconfitta contro la Fiorentina – una vera e propria “manita” – ha lasciato il segno, dentro e fuori dal campo. Non solo per il risultato, ma per l’atteggiamento: sguardi bassi, reparti scollegati, nervi tesi. Un crollo tecnico e mentale che ha fatto esplodere la delusione dei tifosi e acceso i riflettori su uno spogliatoio che appare sempre più fragile.
Il confronto post-partita è stato lungo e silenzioso. Nessuna dichiarazione ufficiale, solo facce scure e porte chiuse. Ma il messaggio è chiaro: serve una scossa. Serve ordine. Serve qualcuno che si assuma la responsabilità di rimettere insieme i cocci, prima che la stagione deragli definitivamente.
Il direttore sportivo Inler ha provato a serrare le fila, parlando di “unità” e “lavoro”, ma le parole da sole non bastano. Tocca al tecnico Runjaic – ancora alla ricerca di un’identità tattica – e ai senatori dello spogliatoio ristabilire gerarchie, motivazioni e spirito di gruppo. Perché la salvezza non è ancora garantita, e il calendario non fa sconti.
L’Udinese ha bisogno di ritrovare se stessa. Di tornare squadra. Di lottare su ogni pallone come se fosse l’ultimo. Perché la maglia bianconera merita rispetto. E i tifosi, che non hanno mai fatto mancare il loro sostegno, meritano risposte. In campo, non solo ai microfoni.

