Trump e Putin, l’asse dei valori rovesciati: Europa, media e migranti nel mirino di Enzo Cattaruzzi

 

Trump e Putin, l’asse dei valori rovesciati: Europa, media e migranti nel mirino

di Enzo Cattaruzzi

Cinque frasi, un asse. Da Washington a Mosca, Donald Trump e Vladimir Putin sembrano parlare con la stessa voce quando si tratta di Europa, libertà di stampa e migrazioni. Non è solo convergenza strategica: è una sintonia valoriale che rovescia i pilastri dell’Occidente postbellico.

1. “La civilizzazione dell’Europa rischia di essere cancellata dai migranti” – Trump, nella sua nuova dottrina di sicurezza, dipinge un’Europa in declino, minacciata da un’immigrazione incontrollata che ne minerebbe l’identità.

2. “L’Europa cambi o scomparirà” – Il tycoon rincara la dose: l’Unione Europea sarebbe vittima di una “censura della libertà di parola” e di un “suicidio demografico”. Un’eco sinistra delle retoriche sovraniste più estreme.

3. “Non finiamo come l’Europa” – In un post su Truth Social, Trump definisce i migranti “una minaccia più grande di Putin”. L’Europa, secondo lui, è già perduta. Un messaggio che trova sponda nei discorsi del Cremlino.

4. “La Nato non può essere un’entità in perenne espansione” – Qui l’allineamento è strategico: Trump critica l’allargamento dell’Alleanza Atlantica, facendo proprie le rivendicazioni russe e minando la coesione occidentale.

5. “Le aspettative europee sulla pace in Ucraina sono irrealistiche” – L’ex presidente USA accusa l’UE di ingenuità, avvicinandosi alla narrativa russa che dipinge Kiev come pedina dell’Occidente.

In questo gioco di specchi, l’Europa diventa il bersaglio comune: troppo aperta, troppo debole, troppo democratica. E i media, accusati da entrambi di manipolazione e propaganda, sono il nemico interno da delegittimare.

Non è solo retorica. È un’offensiva culturale che punta a ridefinire i confini del consenso, a Est come a Ovest. E che chiama l’Europa a una risposta non solo politica, ma valoriale.

 

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