Regionali 2025: il centrosinistra nella tempesta
Il centrosinistra italiano sta affrontando una fase turbolenta in vista delle elezioni regionali, con tensioni interne e alleanze fragili che mettono a rischio la tenuta del cosiddetto Campo largo. Ecco i punti salienti:
Crisi in Puglia
• Il governatore uscente Michele Emiliano ha fatto un passo indietro, ma la candidatura di Antonio Decaro è ostacolata dal veto su Nichi Vendola (Avs), che rivendica autonomia politica.
• Elly Schlein ha cercato di ricompattare il fronte, ma il Pd è diviso tra esigenze locali e strategia nazionale.
• Il nodo Vendola resta irrisolto, con il rischio di una frattura nella coalizione.
Alleanze instabili
• Dopo la vittoria in Sardegna, il modello del Campo largo ha mostrato limiti evidenti in Abruzzo e Basilicata.
• In Emilia-Romagna e Umbria il Pd ha ottenuto buoni risultati, ma il M5S è rimasto marginale, alimentando tensioni sull’equilibrio interno.
• In Campania, l’accordo su Roberto Fico (M5S) è arrivato solo dopo lunghe trattative, mentre in Toscana Eugenio Giani è sotto pressione per le infrastrutture.
Fratture identitarie
• La linea progressista di Schlein incontra resistenze tra dirigenti storici e amministratori locali.
• Il Pd è attraversato da diffidenze reciproche: ogni scelta strategica rischia di diventare una battaglia interna.
Prospettive
Il centrosinistra appare ostaggio di sé stesso, con una coalizione che fatica a trovare coesione e una leadership che deve mediare tra visioni divergenti. Le regionali si profilano come un banco di prova cruciale per la tenuta dell’opposizione.

