NUOVA LEGGE URBANISTICA: SULLE PROVINCE IL NULLA COSMICO

La Consigliera Manuela Celotti sulle Province

Sulle Province, nella riforma del governo del territorio, c’è il nulla spinto: nessuna vera funzione di pianificazione, ma solo analisi di dati, gestione di strade e attuazione di piani decisi da altri. Al contrario, la pianificazione di area vasta viene accentrata in capo alla Regione.

Questo ho cercato di dire oggi in Consiglio regionale, afferma la Celotti, nella seconda giornata di discussione del DDL 90 “riforma del governo del territorio”.

Sappiamo tutti che pianificare è cosa diversa dal gestire strade o interventi. Eppure, leggendo le funzioni attribuite alle Province troviamo solo l’analisi delle dinamiche demografiche e socioeconomiche a supporto della pianificazione regionale, l’attuazione di piani fatti da altri, e uno strumento per la gestione della rete stradale. L’unica funzione che ha davvero a che fare con la pianificazione è quella relativa ai piani urbani della mobilità sostenibile. Per il
resto, a livello di pianificazione c’è il vuoto.

E questo dimostra,  continua l’esponente del PD, quanto sia infondata la
narrazione del decentramento e quanto questo disegno di legge non faccia altro che riconoscere l’inutilità delle Province.
L’articolo 13, inoltre, che attribuisce la funzione di pianificazione territoriale di area vasta alla Regione, certifica l’accentramento delle funzioni di pianificazione strategica e la perdita di autonomia dei Comuni.

Noi pensiamo invece che serva un vero livello intermedio di co-pianificazione e che l’approvazione dei piani di area vasta debba seguire il percorso partecipato dei tavoli territoriali.

Gli Stl, che sono stati individuati dalla stessa Regione, possono diventare il luogo di un
confronto reale tra Regione, Comuni, consorzi di sviluppo industriale e gli altri soggetti interessati. Non tavoli chiamati semplicemente a recepire piani già decisi, e forse a modificarli,
ma sedi nelle quali i Comuni e la Regione possano avere un ruolo da protagonisti per costruire insieme le scelte.

Questo significa co-pianificazione,
decentramento e collaborazione tra i diversi livelli istituzionali. E a oggi nella riforma,conclude tutto questo purtroppo non c’è.

Da