Nessuna corsa last minute verso Roma: Luca Zaia dice no alle suppletive di marzo nel collegio Rovigo–Padova, lasciato libero da Alberto Stefani. Il governatore veneto non intende ricoprire un ruolo transitorio in Parlamento a legislatura quasi conclusa. Dietro la scelta, un calcolo politico preciso: meglio restare in Regione e preparare il terreno per obiettivi più ambiziosi. Due le ipotesi sul tavolo: una candidatura a sindaco di Venezia o, più verosimilmente, un ingresso al Senato nel 2027 con vista sulla presidenza di Palazzo Madama. Un ruolo di garanzia istituzionale che Zaia ritiene coerente con il proprio peso politico. Intanto, per le suppletive, prende quota il nome di Alberto Villanova, figura solida e gradita ai vertici leghisti. Mentre a Roma qualcuno sperava in un blitz, il Doge guarda lontano: niente scorciatoie, solo ingressi dalla porta principale.
dall’inviato in Veneto

