Savino avverte gli alleati: «Senza Forza Italia non si va da nessuna parte»
«Qualcuno fa i conti senza l’oste». Da Gonars, Sandra Savino rompe gli equilibri del centrodestra e manda un messaggio che suona come un avvertimento: la lealtà degli azzurri non è più un automatismo. La segretaria regionale di Forza Italia denuncia «attenzioni particolari a interessi personali o di partito» dentro la maggioranza, mentre FI – rivendica – ha sempre anteposto la coalizione alle proprie ambizioni.
Il contesto è quello delle grandi manovre in vista dei prossimi appuntamenti elettorali. Nel toto‑nomi che circola tra Trieste, Gorizia e la successione a Fedriga, gli azzurri non compaiono. Una marginalità che Savino non intende accettare: «La stagione della responsabilità unilaterale deve considerarsi conclusa». E ironizza: «Leggo che ci sono candidati come se piovesse. Le aspirazioni personali non sono decisioni già prese».
FdI, con Walter Rizzetto, smorza: «Non è stato deciso nulla». La Lega, con Marco Dreosto, liquida la polemica: «Ai cittadini interessa altro». Ma Savino rilancia, ricordando che fu Berlusconi a definire gli equilibri della coalizione «quando la Lega valeva il 4‑5%». Tradotto: i rapporti di forza non sono eterni né scontati.
L’affondo finale è diretto: «Non sarà Fedriga, Rizzetto o Dreosto a dirmi cosa fare, ma il popolo di Forza Italia. Basta protagonismi patologici». FI – sostiene Savino – ha «uomini, competenze e mezzi» per rivendicare ruoli e iniziative, soprattutto in una regione che si avvia a una lunga sequenza elettorale fino al 2028.
A Gonars, ad applaudirla, sindaci, dirigenti e consiglieri: un parterre che certifica che il messaggio è politico, non umorale. Forza Italia vuole tornare a pesare. E ha scelto di dirlo ad alta voce.

