Caso Regeni, stop ai contributi al film: il PD protesta

 

La decisione del governo di non concedere i contributi richiesti per la realizzazione del film dedicato alla vicenda di Giulio Regeni ha acceso un nuovo fronte di polemica politica. Il Partito Democratico ha contestato apertamente la scelta, definendola un segnale «grave e incomprensibile» nei confronti di una storia che continua a interrogare il Paese sul piano dei diritti umani e della ricerca della verità.

Secondo esponenti del PD, il mancato sostegno pubblico rischia di indebolire un progetto culturale ritenuto utile a mantenere alta l’attenzione sul caso del ricercatore friulano, sequestrato e ucciso in Egitto nel 2016. Le critiche si concentrano anche sul metodo, giudicato «opaco» e non coerente con l’impegno istituzionale più volte ribadito nelle sedi parlamentari.

Dal governo non sono arrivate repliche articolate, se non il richiamo alle procedure ordinarie di valutazione dei progetti cinematografici. La vicenda, tuttavia, riapre il dibattito sul ruolo delle istituzioni nel sostenere opere che affrontano temi civili e sulla necessità, sottolineata dall’opposizione, di garantire continuità all’impegno per ottenere verità e giustizia per Regeni.

 

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