REGIONE-Medici di base, proposta Cimo: in Fvg confronto aperto sul futuro dell’assistenza territoriale

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La proposta avanzata dalla Cimo di affidare fino a 500 assistiti ai medici ospedalieri dipendenti delle Aziende sanitarie accende il dibattito sulla riorganizzazione dell’assistenza territoriale in Friuli Venezia Giulia. L’ipotesi, sostenuta dall’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi come possibile risposta alla carenza di medici di medicina generale, ha però raccolto la netta contrarietà delle rappresentanze dei medici di famiglia.

L’iniziativa nasce dall’esigenza di garantire la presa in carico dei cittadini rimasti senza medico di riferimento in diverse aree della regione. Secondo la Cimo, il coinvolgimento volontario dei professionisti ospedalieri potrebbe contribuire a ridurre le scoperture e assicurare continuità assistenziale.

La posizione favorevole espressa dall’assessore Riccardi ha aperto un confronto con la medicina generale. I sindacati dei medici di famiglia ritengono infatti che la soluzione proposta non affronti le cause strutturali della carenza di professionisti e rischi di sovrapporre ruoli e competenze differenti all’interno del sistema sanitario.

Al centro del dibattito vi è il modello organizzativo della sanità territoriale, chiamato a confrontarsi con il progressivo aumento dei pensionamenti e con le difficoltà nel reperire nuovi medici. Da una parte emerge l’esigenza di individuare risposte immediate per i cittadini privi di assistenza; dall’altra la richiesta di interventi strutturali per rafforzare in modo stabile la rete della medicina di base.

Il confronto resta aperto e si inserisce nel più ampio percorso di riorganizzazione della sanità regionale, uno dei temi destinati a occupare un ruolo centrale nel dibattito pubblico delle prossime settimane.

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