Editoriale-La strategia dell’attenzione

 

La “strategia dell’attenzione”: non andare contro, ma andare incontro

Nel 1969 Aldo Moro definì la “strategia dell’attenzione” come un atteggiamento politico capace di ascoltare e comprendere le trasformazioni sociali in atto. Non si trattava di cedere il potere, ma di aprire un dialogo intelligente e graduale con le opposizioni, superando la logica difensiva e riconoscendo la complessità del Paese.

Quell’intuizione appare oggi sorprendentemente attuale. Le tensioni generate dal caro vita, dall’erosione del potere d’acquisto e dai rincari dei beni essenziali stanno portando in piazza studenti, lavoratori e famiglie. Ridurre queste mobilitazioni a un problema di ordine pubblico significa ignorare il malessere profondo che le alimenta.

La lezione di Moro invita le istituzioni a non respingere le ansie dei cittadini, ma a farsene carico: non andare contro, ma andare incontro. Accogliere le fragilità prodotte dalla crisi economica è un atto di responsabilità politica, oggi come allora.

In un clima segnato da immobilismo e polarizzazione, recuperare una moderna “strategia dell’attenzione” significa trasformare il conflitto sociale in uno spazio di ascolto autentico, capace di ricucire la distanza tra istituzioni e Paese.

EC

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