Proporzionale, il ritorno dei mediatori: “Così si riapre la partita”

 

Nel confronto sulle riforme elettorali emerge una corrente silenziosa ma determinata: quella dei mediatori, amministratori e dirigenti locali che vedono nel proporzionale non un passo indietro, bensì un varco politico. Per loro, l’uscita dalla logica maggioritaria non sarebbe un azzardo: significherebbe riaprire la partita, restituendo voce ai territori e spazio alle forze medie oggi compresse dal bipolarismo.

Secondo questa area, il proporzionale favorirebbe un Parlamento più plurale, capace di costruire maggioranze politiche e non solo numeriche. Una visione che si oppone a chi teme frammentazione e instabilità, ma che intercetta un malessere diffuso: la sensazione che l’attuale sistema abbia trasformato la competizione in un derby permanente, lasciando ai margini competenze e progettualità.

I mediatori non hanno un leader né una sigla, ma un messaggio netto: superare il tutto o niente e riportare la politica su un terreno di confronto reale. Per loro, il proporzionale non è nostalgia: è la possibilità di rimettere in moto un sistema oggi bloccato.

 

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