Tolmezzo : altri tre negozi chiusi.

 

Tolmezzo perde pezzi della sua identità commerciale. In appena un mese e mezzo tre storiche attività hanno chiuso, lasciando interi isolati più vuoti, più silenziosi, più fragili. L’ultima serranda ad abbassarsi è stata quella della Boutique della pelle, in via Matteotti: 65 anni di storia, competenza artigianale, relazione con i clienti. Prima ancora aveva cessato l’attività il Forno Bano in viale Aldo Moro, memoria collettiva di pane, profumi e merende che per decenni hanno accompagnato generazioni di tolmezzini. L’11 luglio era toccato a Iris Moda, in via Ermacora.

Un’emorragia che non arriva inattesa. Roberto e Denise Chieu, titolari della Boutique della pelle, avevano scritto il 19 giugno una lettera accorata a Regione, Comune, Camera di Commercio e Confcommercio: denunciavano consumi in caduta libera, affitti insostenibili, concorrenza impari con la grande distribuzione e l’online. Nessuna risposta. Nessun segnale. Nessun confronto.

«Mancano politiche strutturali», spiegano oggi i coniugi Chieu, «che tutelino i negozi di vicinato, presìdi di socialità e sicurezza». Propongono misure concrete: riduzione mirata dell’Iva, sostegni fiscali, interventi coraggiosi per riequilibrare un mercato che penalizza chi tiene accese le luci dei centri storici.

La chiusura non è solo economica: è culturale. «Quando una serranda come la nostra si abbassa», dicono, «sparisce un patrimonio di competenze che non si recupera più». E intanto il centro si desertifica: una vetrina che si spegne trascina con sé il passaggio, la vitalità, la sicurezza percepita.

A questo quadro si somma la scelta dell’amministrazione comunale di favorire nuovi insediamenti commerciali periferici, con varianti urbanistiche e piani regolatori che aprono la strada a colossi della distribuzione. «Ulteriore consumo di suolo», denunciano i Chieu, «che sottrae linfa al cuore della città e trasforma Tolmezzo in un dormitorio».

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: meno negozi, meno comunità, meno futuro. E un centro montano che rischia di spegnersi, nell’indifferenza generale

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