Il nuovo regolamento comunale sulla telefonia mobile, approvato in Giunta il 28 luglio e atteso in Consiglio a fine settembre, segna una svolta nella gestione delle antenne e delle emissioni elettromagnetiche. La città, ormai servita capillarmente dal 5G e dalla banda ultralarga, passa dalla logica della copertura a quella della razionalizzazione e della tutela del territorio.
I dati aggiornati dell’Unità operativa qualità ambientale mostrano che nel 2026 tre o quattro operatori garantiscono servizi su quasi tutto il territorio. Da qui nasce l’introduzione del principio dell’equa ripartizione dello Spazio elettromagnetico, che impone a ogni antenna di emettere in proporzione alla banda spettro acquistata dall’operatore, evitando concentrazioni e squilibri.
Sul fronte urbanistico, il regolamento introduce un divieto assoluto nell’area interna alla circonvallazione: niente nuovi pali verticali isolati. In centro gli impianti dovranno essere occultati negli edifici, in vani tecnici o in camini mimetici, per proteggere il patrimonio architettonico. Anche nei quartieri periferici i locali tecnici dovranno essere mascherati con piante, fioriere o muretti coerenti con il contesto. Vietati i “finti alberi”, i loghi pubblicitari e le illuminazioni sugli impianti.
Si amplia inoltre la mappa dei siti sensibili: oltre a scuole, asili e ospedali, vengono aggiunti parchi gioco, oratori, carceri, case di cura e residenze per anziani. Le aree naturali di pregio – parco del Cormor, parco del Torre, prati stabili, giardini tutelati e fasce di rispetto delle rogge – sono dichiarate totalmente inidonee.
Parallelamente, il Comune individua siti preferenziali per nuove installazioni: immobili comunali, aree prive di vincoli, zone non urbanizzate o prossime a infrastrutture energetiche esistenti. Un quadro che punta a conciliare innovazione, sicurezza e qualità urbana.

