La scena, domenica mattina, ha lasciato tutti senza parole: alcune borse colme di escrementi abbandonate davanti al campo sportivo comunale. Non un atto vandalico qualsiasi, ma – secondo i giocatori – una protesta clamorosa contro il mancato pagamento dei rimborsi spese da parte della società. Un gesto che ha incendiato il dibattito cittadino e aperto una frattura profonda dentro e fuori lo spogliatoio.
La contestazione dei calciatori
Da settimane i giocatori lamentano ritardi nei rimborsi, promessi e mai arrivati. Una situazione che, a loro dire, avrebbe superato il limite della sopportazione. La “performance” delle borse sarebbe dunque un messaggio diretto alla dirigenza: «Siamo stanchi di promesse non mantenute», confida uno dei protagonisti, chiedendo l’anonimato.
La reazione della società
La società non ci sta e valuta addirittura una denuncia contro ignoti. «Un gesto grave, indegno e lesivo dell’immagine del club», tuona il presidente, che parla di atto goliardico sfociato nel cattivo gusto. La dirigenza rivendica di aver sempre garantito trasparenza e di aver già programmato i pagamenti arretrati.
La città si divide
Ad Aquileia la discussione è esplosa.
C’è chi grida allo scandalo, parlando di comportamento vergognoso e irrispettoso verso la comunità. E c’è chi, invece, liquida tutto come una goliardata esasperata, un modo plateale per attirare l’attenzione su un problema reale.
Una frattura che rischia di lasciare il segno
La squadra è spaccata, la società è furiosa, la città osserva. E mentre le borse vengono rimosse, resta l’immagine di una protesta che ha superato il confine del simbolico per diventare un caso pubblico. Ora la domanda è una sola: chi farà il primo passo per ricucire lo strappo.

