Nel Pordenonese l’emergenza PFAS si allarga: i pozzi artesiani risultano contaminati

 

La contaminazione da PFAS nelle falde del Pordenonese non è più un problema circoscritto: dalle prime analisi di ARPA FVG emergono valori fino a dieci volte superiori ai limiti nazionali nei pozzi artesiani di Porcia, Fontanafredda, Aviano e Roveredo in Piano, con circa 300 utenze coinvolte. Le ordinanze dei sindaci hanno imposto lo stop all’utilizzo dell’acqua dei pozzi privati per bere, cucinare, preparare alimenti e perfino per l’abbeverata degli animali, mentre viene ribadita la piena sicurezza dell’acqua degli acquedotti pubblici, costantemente monitorata.

Le analisi indicano due possibili origini dell’inquinamento: percolati di discarica e l’uso di schiume estinguenti in ambito aeroportuale, con ipotesi che coinvolgono una vecchia discarica industriale a Ceolini e l’area dell’aeroporto di Aviano. Gli approfondimenti dovranno ora definire con precisione l’estensione del pennacchio di contaminazione e le responsabilità.

La situazione, già complessa sul piano ambientale, assume una dimensione provinciale: la presenza di PFAS nelle acque sotterranee della pianura pordenonese richiama infatti criticità strutturali legate sia all’abbassamento delle falde sia alla presenza di contaminanti storici ed emergenti. Legambiente FVG chiede controlli straordinari sulla filiera agroalimentare, temendo rischi di bioaccumulo in allevamenti e produzioni locali.

In questo quadro, il sindaco Basso interviene con una richiesta netta: «Servono controlli immediati anche in città», per garantire che la situazione non coinvolga altre aree del territorio e per rassicurare la popolazione. L’appello punta a un monitoraggio più esteso e coordinato, capace di prevenire ulteriori criticità e di fornire risposte rapide ai cittadini che utilizzano pozzi privati.

La raccomandazione delle amministrazioni resta chiara: allacciarsi alla rete pubblica dove possibile e attendere gli esiti degli accertamenti tecnici, mentre la mappa della contaminazione continua a essere aggiornata. L’emergenza PFAS, ormai evidente, segna un nuovo fronte ambientale per l’intera provincia di Pordenone.

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