Piazza San Cristoforo, il quartiere si ribella: “Altro che restyling, qui si decide senza di noi”

 

Il progetto del Comune per rifare Piazza San Cristoforo non è solo contestato: è diventato il simbolo di un malcontento che ribolle. Residenti e commercianti parlano apertamente di scelte calate dall’alto, di un restyling che “non ascolta nessuno” e di un quartiere trattato come un accessorio urbano da ritoccare, invece che come una comunità viva.

“Non siamo comparse nel vostro progetto”

La petizione che sta circolando è un atto d’accusa:
“Nessun confronto con chi vive il quartiere e scelte che rischiano di snaturarne l’identità”, scrivono i promotori.
Il tono è netto: la piazza non è un render da presentare in conferenza stampa, ma un luogo che ha un’anima — e che il progetto, così com’è, rischia di appiattire.

Commercianti sul piede di guerra

Gli esercenti non la mandano a dire: temono che il nuovo assetto degli spazi possa complicare l’accesso, ridurre la fruibilità e trasformare un punto di riferimento in un non-luogo.
“Prima di rifare la piazza, bisognerebbe capire come la viviamo ogni giorno”, è il refrain che rimbalza tra le attività.

La petizione corre, il quartiere si compatta

La raccolta firme sta crescendo rapidamente: negozi, portoni, bar, residenti storici e nuovi arrivati. Tutti uniti da un messaggio semplice: fermatevi, ascoltateci, rivedete il progetto.
Il quartiere non vuole essere spettatore: pretende di essere protagonista.

 

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