La Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia ha presentato la manovra estiva, un pacchetto da circa un miliardo di euro che punta a rafforzare due assi considerati strategici: sanità e infrastrutture. Il presidente Massimiliano Fedriga e l’assessora alle Finanze Barbara Zilli hanno espresso piena soddisfazione per un intervento definito «solido, responsabile e orientato ai bisogni dei territori».
Secondo l’esecutivo, le risorse aggiuntive serviranno a sostenere il sistema sanitario regionale — con investimenti su personale, tecnologie e strutture — e a finanziare opere pubbliche ritenute prioritarie per la competitività del FVG: viabilità, edilizia scolastica, rigenerazione urbana, interventi idraulici e manutenzioni diffuse.
La manovra include anche fondi per politiche sociali, cultura, sicurezza del territorio e sostegno alle imprese, ma la scelta politica è chiara: concentrare la spinta estiva su ciò che la Giunta considera essenziale per la qualità della vita e lo sviluppo economico.
Di segno opposto la reazione delle opposizioni, che parlano di una manovra «sbilanciata» e «poco lungimirante». Le critiche si concentrano su presunti ritardi nella programmazione sanitaria, sulla mancanza di misure strutturali per contrastare le disuguaglianze e su una distribuzione delle risorse giudicata «non sempre coerente con le reali urgenze dei territori». Alcuni gruppi contestano inoltre la scarsa attenzione alle politiche ambientali e alla transizione energetica.
Il dibattito in Consiglio si preannuncia acceso: da un lato la maggioranza rivendica una manovra che consolida i pilastri del welfare regionale; dall’altro l’opposizione chiede una revisione più profonda delle priorità. Una discussione che accompagnerà l’iter di approvazione nelle prossime settimane.

